Contributi INPS 2026: aumentano i minimi per Artigiani e Commercianti. Le nuove tabelle

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10 Febbraio 2026, di Barbara Weisz – PMI.it

L’inflazione presenta il conto alle Partite IVA iscritte alle gestioni speciali. L’INPS ha ufficializzato gli importi 2026 dei contributi previdenziali dovuti per l’anno in corso da Artigiani e Commercianti. L’adeguamento al costo della vita (+1,4% registrato dall’Istat) fa scattare l’aumento automatico del reddito minimo imponibile, che sale a 18.808 euro.

In termini pratici, anche chi fattura zero o si trova sotto la soglia di sopravvivenza dovrà versare una quota fissa più alta rispetto al passato. Le aliquote restano invece  (24% per gli artigiani, 24,48% per i commercianti) ma, applicandosi su una base imponibile più alta, l’esborso finale cresce obbligatoriamente.

Minimale fisso dovuto per il 2026

Il contributo minimale è la quota fissa che prescinde dal fatturato reale e deve essere versata in quattro rate. Per il 2026, i totali annui (comprensivi della quota maternità di 7,44 euro) sono:

  • Artigiani 4.521,36 euro (titolari e coadiuvanti sopra i 21 anni);
  • Commercianti 4.611,64 euro (titolari e coadiuvanti sopra i 21 anni).

La differenza a carico dei commercianti è dovuta allo 0,48% aggiuntivo destinato al fondo per l’indennizzo della cessazione definitiva dell’attività commerciale (rottamazione licenze IndCom).

Aliquote INPS per chi guadagna di più

Se il reddito d’impresa supera la soglia dei 18.808 euro, sulla parte eccedente si applicano le aliquote a scaglioni. Per il 2026, la prima fascia di retribuzione pensionabile arriva fino a 56.224 euro. Oltre questa cifra, scatta l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale.

Ecco lo schema riassuntivo per l’eccedenza:

  • fino a 56.224 euro, 24% Artigiani – 24,48% Commercianti;
  • oltre 56.224 euro, 25% Artigiani – 25,48% Commercianti.

I contributi sono dovuti solo fino al raggiungimento del Massimale di reddito annuo, che per il 2026 è fissato a:

  • 93.707 euro per i lavoratori iscritti prima del 1° gennaio 1996;
  • 122.295 euro per i lavoratori iscritti dopo il 1° gennaio 1996 (o privi di anzianità pregressa).

Concordato Preventivo e Forfettari

La Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 chiarisce anche due cari particolari.

  • Concordato Preventivo Biennale: per chi ha aderito, i contributi si calcolano sulla base imponibile “concordata” e non su quella reale. È comunque salva la facoltà di versare i contributi sul reddito effettivo (se superiore) per incrementare il montante pensionistico.
  • Regime Forfettario: confermata la riduzione del 35% sui contributi per chi possiede i requisiti. Chi ha avviato una nuova attività nel 2025 deve inviare la richiesta telematica entro il 28 febbraio 2026. Per chi è già nel regime agevolato, il rinnovo è automatico.

Il calendario delle scadenze 2026

Le date per i versamenti tramite modello F24 sono tassative. Ecco lo scadenzario per le rate fisse:

  • 18 maggio 2026;
  • 20 agosto 2026;
  • 16 novembre 2026;
  • 16 febbraio 2027.

Per quanto riguarda le quote eccedenti il minimale (saldo 2025 e acconti 2026), i termini seguono quelli delle imposte sui redditi (giugno e novembre), con la consueta possibilità di rateizzazione.

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